Giuda-ah-ah

Largo Spartaco, sera. Performance di vita: parcheggio la macchina dove non dovrei, saluto i salutabili, supplico un biglietto dell’ultimo minuto, do un tocco di bronzo alla faccia per  procurarmi una cuffia iper-tecnologica-arrivata-da-Milano. Dopo mille peripezie sono in sala e posso rinchiudermi nel silenzio ovattato delle suddette, gustarmi i profili scuri degli altri spettatori macchiati dai[…]

Ancora sconfinamenti

Un pentolone di parole ribollono sul fuoco di Attraversamenti Multipli: site specific, riqualificazione, crossdisciplinare, spazio urbano. Arrivo a Largo Spartaco pensando che è un nome ambizioso: apro wikipedia e scopro che per Karl Marx Spartaco è stato l’uomo più folgorante della storia antica. Arrivo con due ospiti al seguito, ignari di tutto, e anch’io non[…]

La delicatezza del poco e del niente. Roberto Latini legge Mariangela Gualtieri ad Attraversamenti Multipli

“I ricchi hanno Dio e polizia. I poveri hanno le stelle e i poeti” Il poeta trasforma le immagini in parole e poi di nuovo le parole in immagini. Racconta, sogna, gioisce e si dispera disegnando sul foglio una parte di sé. Il poeta ha gli occhi grandi e le dita delicate per fissare sul[…]

Primo giorno di Sconfinamenti – Attraversamenti Multipli 2018

Il Dp in Tour romano prosegue e si sposta a Largo Spartaco, a pochi passi dalla fermata metro di Numidio Quadrato. Per me non è un semplice spostamento ma un tornare in un luogo di cui custodisco ricordi piacevoli: incontri, scambi, sguardi. Ma soprattutto un tornare a respirare una realtà stimolante e coraggiosa come quella del[…]

Fenomenologia dello spiritoso

Esterno giorno. Chi è trepidante, chi è spaesato, chi ha la faccia del ‘stoquidatantotempotiaiutoiosevuoi’ e chi ha la faccia del ‘stoquidatantotempo’. Tutti aspettano.   Interno giorno. Una techno monofonica si arricchisce di rifrazioni acustiche modificando la sua partitura musicale a intervalli regolari, mixandosi spesso bene coi battiti dei martelli circostanti. Dopo John Cage tutto è[…]

Parole parole parole

Dopo aver visto “Antonio e Cleopatra” di Tiago Rodriguez, sono uscita da teatro satura di parole, di troppe parole. L’emozione si perdeva tra le mani degli attori troppo impegnati a guidare immaginari personaggi sul palco e a raccontare la loro storia attraverso la ripetizione dei loro nomi : Antonio e Cleopatra. A svegliarmi dall’anestesia di[…]