Riflessioni su dEVERSIVO, di e con E. Danco

Una scena minimalista, densa di vuotezza, qualche sedia qui e là; in un luogo dove tutto è oscuro e inafferrabile, un’unica immagine femminile si muove trascinata dalla rabbia e dal rimpianto e narra lo sfogo di tre professionalità artistiche in lotta tra loro e con loro stesse. Queste le premesse dalle quali si genera un[…]

Riflessioni su La Scortecata, regia di E. Dante

C’era una volta un castello. Che non c’era. C’era ma non c’era – perché era stato costruito in aria. Era lì e poi è sparito. E se c’era veramente Rusinella e Carolina non se lo ricordano più, ma loro castelli in aria ne costruiscono ancora. Sulla scena la simmetria della vita svela l’equilibrio stabile della[…]

Riflessioni su L’Abisso, di e con D. Enia

Davide non ha più voce, per davvero. Eppure, non con coraggio ma con dignità, si scopre a noi vestito del suo corpo fragile. Presente per necessità, bisognoso di dire qualcosa adesso incontenibile. Il trauma. La pelle di Davide sottile copre e non nasconde l’Abisso dei suoi ricordi. Nulla è stato dimenticato. Nessuna faccia. Nessuna schiena.[…]

Riflessioni su Afghanistan, regia di F. Bruni ed E. De Capitani

Dieci autori intrecciano le loro penne per dare vita a un unico scenario: la storia inglese, afghana, pakistana e russa di due secoli (dal 1842 al 2010), raccontata attraverso il punto di vista umano. I personaggi precipitano dall’elefante, arrivano all’altezza del pubblico e svelano una scena che non ha altra fisicità se non quella del[…]