luglio 8, 2021

Festival Dominio Pubblico_La Città agli Under 25

Mai più sottovuoto

A questo pensiamo mentre la pressione scende e improvvisamente il corpo si rilassa rivelando tutte le contrazioni e gli acciacchi che si sono accumulati in questi giorni di forte tensione. Sapevamo che il 2021 sarebbe stato un anno difficile. Lo avevamo messo in conto. Dopo l’esplosione della pandemia, le incertezze di un futuro fuori fuoco si addensavano come una nube che confonde i contorni e i confini della realtà.

Eppure questo disagio, questa estrema crisi ci ha uniti e ci ha permesso di affrontare insieme questo anno fatto di continui rimandi, continue interruzioni. Siamo rimasti di nuovo intrappolati nelle nostre case, dentro gli schermi dei nostri computer in attesa che passasse un inverno lunghissimo. Forse il più lungo della nostra vita. 

Nonostante tutto, abbiamo continuato ad agire, rendendo concreti i nostri progetti giorno dopo giorno: il progetto #youngboard ci ha permesso di uscire di casa ed entrare dentro il Teatro Argentina, il Teatro Valle e India a sbirciare e a raccontare come si organizzava il mondo dell’arte dietro il sipario; #LiveTheatreStreaming nello Spazio Rossellini ci ha messo in contatto con una nuova realtà virtuale ma dove il teatro era comunque possibile; le proteste dei romani più conservatori e incattiviti non ci hanno impedito di realizzare un museo a cielo aperto nel quartiere rosso della Montagnola, con il progetto #MART2020; i divieti in zona rossa non ci hanno potuto impedire di essere cittadini attivi e di salvare un campetto di basket sotto il ponte Marconi e di celebrare la storia del grande cinema che trasuda dalle pareti degli studios Cine Tv Roberto Rossellini. Ci siamo resi utili e abbiamo portato avanti i nostri impegni, ci siamo finalmente ritrovati nelle sale del Castello di Santa Severa, dove abbiamo scoperto quanto il mondo potrebbe essere un luogo più sicuro e accogliente se tutti si impegnassero a rispettare gli altri e a rivendicare i propri diritti, con il progetto Stati d’animo. 

Quando alla fine di tutto questo abbiamo intravisto la luce dell’estate sapevamo che c’era un’ultima missione da portare a termine: salvare il nostro Festival, il più importante dei nostri progetti che da anni garantisce uno spazio libero e pubblico ad artiste e artisti giovanissimi e affamati, che spesso calcano il palcoscenico per la prima volta.

Abbiamo aspettato il 6 giugno che il governo concedesse il via libera ai teatri e agli spazi pubblici di poter finalmente riaprire e allora abbiamo gioito. Ma tutto il mondo insieme a noi era rimasto sottovuoto e senza fiato. La riapertura portava con sé molte insidie e fratture difficili da sanare. E poco prima di iniziare ci è franato di nuovo tutto sotto i piedi e abbiamo perso la nostra casa, il Teatro India, che dal 2016 ospita il Festival Dominio Pubblico_La Città agli Under 25. 

Su questo non vogliamo questo dare le colpe a nessuno. Non abbiamo puntato il dito e non ci siamo lamentati. Ancora una volta ci siamo rimboccati le maniche e grazie a tutto il lavoro fatto fino a qui è stato possibile avere un terreno di atterraggio a Spazio Rossellini che ci ha permesso di salvare oltre 30 eventi e oltre 100 tra artisti, tecnici e maestranze, giovani e meno giovani, che insieme hanno animato questa ottava edizione di Dominio Pubblico.

Quello che ci auguriamo con tutto il cuore è che quanto è accaduto non sia passato inosservato: 

il pubblico che ha seguito ogni sera i nostri spettacoli, i concerti e le performance in programma allo Spazio Rossellini; che è tornato a ballare con noi a fine serata; che ha commentato con un po’ di tristezza e un po’ di abitudine le erbacce per terra e i lampioni spenti ma che poi  ha scoperto un luogo nuovo – distante ma vicino – pieno di possibilità; che ha giocato con le bambine del campo rom mentre faceva la fila per entrare in sala; che ha gioito quando è arrivato il signor Antonio con l’apetta della birra e che dall’inizio ha fatto il tifo per noi, anche mentre la Nazionale continuava a vincere per arrivare in finale. 

Che i loro sguardi, i loro sorrisi e i loro applausi ci siano testimoni. A loro dedichiamo la nostra battaglia che abbiamo scelto di combattere con la bellezza dei nostri pensieri, delle nostre voci e dei nostri corpi. Ed è per loro che non ci fermeremo e non resteremo mai più senza fiato. 

Mai più sottovuoto.