IL CICLO DEL TEATRO: UNA COMUNITÀ ETEROGENEA A CONFRONTO

Prendendo per assunto che il teatro sia un’arte in perpetuo divenire, come ma soprattutto chi sta mutando la scena italiana contemporanea?

“Generazione X: mutazioni della scena teatrale italiana” organizzato da Dominio Pubblico ed ospitato dal Festival Le Città Visibili il 25 luglio 2017 presso Innovation Square di Rimini è stato un focolaio di riflessioni e idee.

Da anni gli studiosi si interrogano su come il teatro possa rinnovarsi. Oggi la soluzione, promossa e sostenuta dai bandi europei, si cerca nei progetti di audience engagement, cioè il coinvolgimento pratico degli spettatori strutturati per creare luoghi d’incontro, di avvicinamento e formazione.

Tuttavia sembra che il pubblico sia distante dal contesto teatrale, tenuto a un gradino inferiore quando, come suggerisce Stefano Tè, dovrebbero essere ascoltati dagli operatori e accompagnati in una ricerca condivisa attraverso l’etica. Lo stesso Luca Ricci ha evidenziato la necessità di strutturare percorsi di visione artisticamente guidati per avvicinare non consumatori ma cittadini attivi che attraverso il teatro si riappropriano degli spazi pubblici.

Viene così a crearsi un’altra urgenza: questo pubblico non si sta creando. È Nicola Borghesi che ricorda quanto il teatro non punti a coinvolgere le persone, non sappia cioè dimostrare di essere specchio di una comunità che, come ricorda il Dr. Gerardo Guccini, è essenza del teatro. Per far questo è necessario che il teatro articoli la sua metanarrazione, scrivendo una drammaturgia di comunicazione distinta dal testo teatrale.

Ma quale approccio è più funzionale?

Innanzi tutto, come insegna l’esperienza vissuta dai membri della giuria popolare della rassegna Direction Under 30, l’atteggiamento giusto è quello di guardare all’orizzontalità delle piccole realtà, dove la gerarchizzazione viene meno, per portare, all’interno di un’ottica più grande, la stessa fiducia e responsabilità allo spettatore.

È da realtà come questa, a cui se ne affiancano tante altre in Italia, tra cui la Konsulta del Teatro dei Venti di Modena, le Avanguardie 20 30 del Festival 20 30 di Bologna, Dominio Pubblico di Roma, che si coglie il fuoco che alimenta i progetti di audience engagement. Non interessa il ricambio generazionale o una formazione accademica quanto la ricerca collettiva del senso del teatro attraverso un processo esperienziale di sensibilizzazione e di pratica. Significativi i punti della destrutturazione lessicale e della generazione culturale, anziché anagrafica, approfonditi nel confronto aperto guidato dai critici Sergio Lo Gatto e Lorenzo Donati, grazie ai quali si è giunti alla convinzione, poi lucidamente chiarita dal Dr. Gerardo Guccini, che in questi processi la pedagogia deve avere la meglio sulla didattica.

Non è da trascurare il tempo dedicato dagli spettatori attivi al teatro, come testimonia Tiziano Panici dall’esperienza con gli under 25 di Dominio Pubblico, che è innanzitutto politico, libero da scadenze e carico di partecipazione, promotore di nuove possibilità e incontri.

Ancora tanti i punti da vagliare e le domande da porsi sull’eredità dei progetti.

Il meeting si è però posto come un luogo di aggregazione in cui discutere, scoprendo al tempo stesso l’individualità e l’universalità di ciascuna realtà, cercando soluzioni comuni uniti dalla volontà di fare teatro.

 

Chiara PreziosaMatteo Traini

 

 

Durante il Meeting sono stati intervistati alcuni tra gli ospiti presenti. Qui sopra il video che raccoglie le interviste!

 

 

 
Il Meeting raccontato attraverso i tweet e i post pubblicati dai presenti!
 
 
 
 
 
 
 

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